La camera dell’inconscio, su Rai due si “psicanalizzavano” i film in onda

Correva l’anno 1983 quando in prima serata alle 20.30 su Rai due andava in onda un ciclo di film dal titolo La camera dell’inconscio, la rassegna di cinema che si ispirava alla classica idea del cineforum prevedeva dopo la visione del film previsto, un dibattito in studio moderato dal giornalista Claudio G.Fava con una serie di ospiti.

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Tra gli ospiti in studio nel programma dopo il film vi erano filosofi, psicologi e psicanalisti che praticamente esaminavano nel dettaglio il film a cominciare dalla trama, dalla regia, scelte linguistiche e stilistiche cercando di dare a tutto un resoconto di tipo psicologico e inconscio.

Psycho rai due per La camera dell'inconscio programma
Foto e spunto di Scelta Tv

Tra i film in programma erano previsti Psycho di Alfred Hitchcock, un classico del giallo e del thriller ancora oggi intramontabile, nel caso del capolavoro di Hitchcock si cercò di analizzare le realtà inconsce che si nascondono dietro il brivido.

Altro film che fu “psicanalizzato” dopo la visione fu un altro classico del cinema italiano ma anche internazionale, ovvero 8 e Mezzo di Federico Fellini.

Nella puntata in questione di cui potete vederne una parte nel video in alto superando i minuti iniziali, ci fu proprio un intervento esclusivo di Fellini in diretta telefonico per commentare il dibattito in studio.

La camera dell'inconscio programma Rai due

L’idea di realizzare programmi televisivi che prevedono un film oppure un documentario per essere poi commentati in studio oppure prenderne spunto per esaminare e dibattere l’argomento principale é ricorso spesso in televisione.

Ad oggi spesso possiamo citare Atlantide, il programma di Andrea Purgatori su La7 in onda ogni mercoledi che prevede un film o un documentario da cui prendere spunto e discutere in studio dell’argomento.

Chi era Claudio G.Fava

Claudio Giorgio Fava, più noto come Claudio G. Fava, è stato un critico cinematografico, giornalista e scrittore italiano.

Laureato in giurisprudenza, divenne giornalista professionista nel 1961 ed entrò alla RAI nel 1970, dove lavorò per la Rete Uno e, in seguito, come capostruttura della Rete Due.

Per anni fu incaricato di scegliere i film e i telefilm della programmazione televisiva della seconda rete televisiva pubblica, introducendo presso il pubblico italiano molte serie famose (L’ispettore Derrick e Beautiful, ad esempio).

Organizzò con il programma “Cinema di notte” decine di cicli di opere (profili di attori, di registi, di sceneggiatori e di generi). Condusse inoltre due rubriche sulla settima arte: “Dolly” e “Set”. Esperto dell’opera del cineasta francese Jean-Pierre Melville, per l’attività svolta a favore della diffusione del cinema francese alla televisione italiana, trasmettendo spesso opere inedite, il governo transalpino lo nominò “Officier des Arts et des Lettres”.

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